Non voglio entrare nel paradiso dei normali. Preferisco di gran lunga il mio inferno personale!

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Dei due mondi

Piove a dirotto nel mondo
terreno, solido, privo di misticismo:
fatto di asfalto assorbente
piccole lacrime, anime d’angeli caduti
da cieli troppo “puri”
per accettare la diversità.
Nel mio mondo interiore c’è una pioggia serena,
leggera, cade lentamente e si alterna
all’approssimarsi dell’arrivo di caldi
raggi di sole che con essa danzano
creando vortici fatti di colori poetici e tersi.
È una pioggerellina estiva che scaccia
nubi tenebrose che assediavano
la mia “fortezza” ormai da troppo tempo.
Una serenità ed una gioia inaspettata
mi assale:
felicità ormai dimenticata.
Tanta, ma così tanta da non riuscire a dormire:
un tormento sereno e gratificante mi assale.
Uno spasmo piacevole, un abbraccio stretto e forte
di braccia donanti amore,
di occhi scintillanti e scuri che tutto
mi comunicano.
Una serie di piccole meteore sotto forma d’acqua
mi colpiscono e donano finalmente
quella quiete ristoratrice
che da troppo tempo
invano
cercavo.