Spokom - Sporadike Komunicazioni - Petrivelli Stefano

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Notte

 

Guerriero maledetto con il simbolo che sanguina 
che scende sul mio corpo a mo' di lacrima
percorrendo una spalla livida 
la tensione intensifica
la paura i sensi amplifica
mi sprona
istintiva voglia di sopravvivenza 
lucidità in carenza
rabbia animalesca che innesca 
l'affluire dell'essenza
che circondandomi 
oltre il limite concessomi spingendomi
portandomi a patti di natura immonda costringendomi
arcidemoni emersi 
rituali infernali più sconnessi
dalle cose reali iper reali 
per legarmi i polsi cinque mossi
da un dio caotico primordiale e demoniaco
messaggeri di una mano dal potere terrorifico
un simbolo sul corpo che richiama animando ogni morto
che reclama combattendo il suo discepolo accolto
nella schiera uno sguardo bieco da paura 
un occhio guercio una ferita ormai guarita vecchia ma leggera
per chi sconfigge di nemici centinaia di migliaia
sulla ghiaia fa battaglia con la spada enorme che ti taglia
anche pietra ed acciaio pesta come un maglio
senza cuore grazie ad un destino malsano beffardo
che di meglio non m'ha offerto fin da piccolo lottando 
mercenario c'ha sofferto e di sentimento privo fin da quando
nella guerra persi i genitori ho trovato i miei valori
e adesso assoggettato ai voleri di esseri infernali    


Da sempre il più debole è accusato dello stesso crimine
non aver la forza per fronteggiare la violenza 
di non uscire dal circuito delle vittime quale speranza
in un mondo d'apparenza che ti mangia
l'arrendevolezza ti trangugia il potere che ti schiaccia 
per te il posto non c'è
questa marmaglia di feccia marcia se ne fotte se
qualcuno vive nella merda è una massa ingorda che
volta faccia da capo ricomincia non s'accontenta 
d'avere giè spostato in favore l'ago di quella bilancia
che rappresenta la giustizia che arguto concetto da discutere in una piazza 
fra militanti di quella milizia kaos scatenato violentemente e che impazza
che primizia da gustare se ti da piacere vedere soffrire
se vuoi eternamente schiacciare a terra le persone che reputi deboli
sono scenari tutt'altro che insoliti 
sono pianti amari di madri versati su lapidi 
lapilli di lava induritisi col tempo 
paragonati a cuori insensibili privi di sentimento
occhio spento debolezze a volte fatali per provare sballi dentro locali
portano a crisi di tendenze maniacali istinti primordiali 
e succede in qualunque rango cultura 
ideologia di pace amore rispetto che per natura mi sa di falsatura
perché il più debole viene emarginato insultato e discriminato 
avvolte cojonato semplicemente per avere dato un parere smaliziato 
ed avere espresso il suo pensiero 
troppi re su di un maniero d'argilla 
schiavi di una pastiglia d'odio compresso 
che danno alla luce una figlia chiamata astio represso.
Roma 20-11-2003  

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