Non voglio entrare nel paradiso dei normali. Preferisco di gran lunga il mio inferno personale!

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Com-passione

La fine non è vicina
e le sensazioni spiacevoli sono transitorie
tanto quanto quelle positive:
quest’ultime
soltanto più rapide nella loro corsa
ad alta velocità
verso il baratro della
routine.
La compagnia è piacevole:
difficile averla sempre con sé
di questi tempi di
impegni improcrastinabili
indotti compulsivamente.
Necessità di tenersi impegnati
scordandosi l’importanza del silenzio:
esercizio di stile per una quiete necessaria
liberatorio per la mente
usata sempre più senza coscienza.
Conoscenza superficiale
per sentito dire
mai causa di esperienza
vissuta e cicatrizzata
nelle carni.
Apprendere è difficile
specialmente se lo si fa senza
aspettarsi niente in cambio,
se lo sforzo profuso
non porta a nessun tipo di traguardo.
Ripeto: la fine non è vicina.
È soltanto un qualche cosa
che avviene per passaggio:
un esodo, una pasqua,
una liberazione dal desiderio
di vederci sempre per forza
felici o sofferenti.